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Teorie e prove dimostrano che la roccia, sottoposta ad elevate pressioni, emette onde elettromagnetiche già prima di spaccarsi. Se usate l'accendigas piezoelettrico, quello senza pile, non vi stupite che premendo il tasto scocchi la scintilla; beh non fate altro che esercitare una forte pressione su un cristallo; non è esattamente lo stesso fenomeno, ma l'esempio è significativo.

Tra i possibili precursori, fenomeni che precedono un sisma, le onde elettromagnetiche emesse hanno le frequenze più disparate, ma generandosi in profondità, solo quelle a bassa frequenza si propagano meglio raggiungendo la superficie terrestre fino centinaia di chilometri. Lo stesso fenomeno di propagazione si ha con gli orologi radiocontrollati; ricevono con piccole antenne il segnale radio in bassa frequenza da Francoforte, mentre con le frequenze elevate di televisione e telefonino non si vede ne si parla se non molto vicino al ponte radio.

Scienziati e radioamatori si occupano del fenomeno; lavorano ad antenne, ricevitori e software di cattura automatici. Molti sostengono che solo confrontando i dati di una rete di stazioni di ascolto, disseminata sul territorio, sia possibile arrivare alla previsione degli eventi sismici con sufficiente precisione, tale da non scatenare inutili e ingiustificati allarmi.

La capacità della roccia di emettere radioonde varia tra frequenze che partono dalle ULF, fino a frequenze dell'ordine delle UHF.

Sono numerosi gli studi specifici in questo campo, e alcuni effettuano il monitoraggio di ben precise frequenze ritenendole più promettenti come probabili precursori.

Le diverse caratteristiche degli strati rocciosi e delle profondità ipocentrali, pongono seri limiti alla ricerca in questo campo, infatti caratteristiche geologiche diverse possono rispondere al fenomeno in modalità anch'esse diverse, vanificando l'esportabilità dei risultati di studi effettuati su determinate aree.

L'esportazione quindi dei risultati delle ricerche in questo campo può dimostrarsi non facile né offrire certezze. Tuttavia, la possibilità di effettuare misurazioni con strumenti semplici e di basso costo e la realizzazione di una rete sperimentale amatoriale, può essere un'ottima occasione per effettuare della ricerca applicata, essendo le apparecchiature e le energie necessarie messe interamente a disposizione di appassionati.

La possibilità inoltre di avvalersi di studi di carattere universitario dai quali partire e di rendere partecipi gli enti ufficiali nello studio dei possibili risultati, rende particolarmente valido questo tipo di approccio sotto molti punti di vista.

Lo studio proposto comprende il monitoraggio del rumore di fondo della banda delle onde VLF (tra 0,03 e 300 KHz e le variazioni dovute alle emissioni di radioonde provocate dal fenomeno della dilatanza delle rocce sottoposte a compressioni di origine sismica.

 

Informazioni dettagliate

Significato e limiti dei precursori  sismici elettromagnetici

A proposito di precursori sismici elettromagnetici    di Claudio Pozzi IK2PII

 

 Responsabile precursori sismici Sez. A.R.I. Loano    IW1PSC Franco 

iw1psc franco.jpgprecursori1.jpgprecursori2.jpgprecursori3.jpgprecursori4.jpgprecursori5.jpgprecursori6.jpgprecursori7.jpg

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